Quando un Ospedale chiude, oscillo sempre fra sentimenti disordinati: 1) che bellezza, non ci sono più pazienti da curare; 2) che tristezza, adesso dove andranno a curarsi i (miei) pazienti? 3) che disastro, doveva proprio essere scarso, il Primario, per far chiudere il nosocomio.
Siamo entrati nel mese del campionato. Si comincia sabato 28, difficile tradurre il «codice» del calendario che la Lega ha rubato alla Federazione, visto che molto dipenderà dagli stimoli superstiti a primavera.
Meglio bandiera che banderuola, naturalmente. Se il calcio è diventato il più suggestivo dei romanzi popolari, molto si deve ai simboli che hanno consentito ai tifosi di identificarli, e identificarsi, nelle squadre del cuore. Meglio bandiera, a patto di non fare prigioniero il club. L’onnipotente Spagna di questo periodo offre argomenti su cui riflettere. Oggi [...]
Il Mondiale dà, il Mondiale toglie: dopo il trionfo tedesco, la Nazionale di Marcello Lippi era balzata in vetta alla classifica Fifa. Dopo il fallimento sudafricano, Cesare Prandelli la eredita fuori, addirittura, dalle prime dieci: undicesima, dietro persino all’Egitto, da quinta che era alla vigilia.
Ricapitolando: il professor Guido Rossi, ex commissario straordinario della Figc ai tempi di Calciopoli, ospite vip di Massimo Moratti al Bernabeu di Madrid in occasione di Bayern-Inter, finale di Champions League, la sera del 22 maggio.
Da un grande antipatico all’altro, dall’Inter-nazionale di José Mourinho alla Nazionale senza Inter di Marcello Lippi. Si fa spesso confusione fra calcio italiano e calcio del campionato italiano. Il calcio è uno sport di squadra e, dunque, l’Inter rappresenta a pieno titolo la serie A.
Fidarsi delle apparenze, altro non resta. Persino tra i maestri del fair play (Chelsea-Wigan 8-0, Ancelotti campione), non solo nel nostro pollaio. Inter-Chievo oscilla come un pendolo fra 0-1, 4-1 e 4-3. Roma-Cagliari rimbalza da 0-1 a 2-1, doppietta di Totti.
La televisione che becca José Mourinho mentre, nel corso della finale di Coppa Italia, sbircia il televisore a bordo campo non era mai successo, almeno sui nostri «schermi». In ballo, c’era un gol di Milito annullato per fuorigioco (che c’era). Il funzionario della Lega ha spostato il monitor per impedire che l’evasione diventasse invasione, ignaro [...]
La Lazio che fa un piacere alla Roma: in che film? Lo fece alla Juventus, e così il calcio italiano conobbe il suo 5 maggio (2002). L’Inter cancella i fantasmi del passato e si riprende il primato che il calendario-spezzatino aveva affidato alla Roma, vittoriosa a Parma.
Arrivederci, Roma. L’impresa della Sampdoria riconsegna il primo posto all’Inter. Succede spesso, a Ranieri, di forare sul più bello. Lui, il domatore che nel derby aveva avuto il coraggio leonino di togliere Totti e De Rossi.
Dalla pancia avvelenata di una ordalia che non finisce mai, la più povera, sgangherata e contestata Juventus del terzo millennio si è consegnata dignitosamente all’Inter di Mourinho, nel rispetto di un pronostico che soltanto la testa al Barcellona avrebbe potuto sabotare. Siamo a fine stagione, e i nervi friggono.
Siamo tutti intossicati, non solo Massimo Moratti. Non si capisce, per esempio, perché Auricchio, ilcarabiniere che a colpi di intercettazioni disvelò Calciopoli, abbia ritenuto di cestinare i colloqui tra Giacinto Facchetti e Paolo Bergamo.
mercoledì, settembre 1, 2010
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